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giovedì 24 marzo 2016

Profumo di mare

PROFUMO DI MARE



Aprile è alle porte. Il sole brilla alto nel cielo e fa uno sgambetto all'inverno ormai lontano. La luce si riflette nell'acqua del mare. I gabbiani gridano in cielo e si fermano sugli scogli ad osservare il fondale. Le onde si infrangono sul bagnasciuga, sono schiumose e piene di vigore. I colori sono accesi, l’azzurro del cielo si mischia con il blu del mare, le nuvole bianche colorano l’orizzonte e le vele delle barche si stagliano come macchie di luce. I raggi del sole mi accarezzano lievemente, riscaldandomi. Piano piano i pensieri della mia mente se ne vanno e inizio a rilassarmi, lasciandomi invadere dal profumo di salsedine.
Mi guardo intorno. Il mare d’inverno si è riappropriato della sua spiaggia e l'ha lasciata disponibile a tutti quelli che hanno voglia di giocare con lui. I cani corrono liberi sulla sabbia e si fermano all'improvviso per scavare una buca; i bambini giocano scalzi e con i giubbotti aperti, le persone si sdraiano sugli asciugamani e leggono, lasciandosi guidare dal silenzio perfetto che li circonda.
Un bambino gioca vicino all'acqua. Ad un certo punto si avvicina una bimba con la gonnellina a scacchi e i collant rossi.
«Bimbo, vuoi giocare con me? Guarda cos'ho trovato.» In mano ha una pietra rotonda tutta nera. Il bimbo la guarda, le sorride e la prende per mano. Saltano nella risacca, e si bagnano i vestiti, incuranti di ogni raccomandazione.
«Guarda, adesso fermo il mare.» La bimba si concentra, allunga il braccio e con la mano tesa fa finta di fermare la corsa delle onde. Sembra che per un istante il mare si fermi davvero.
«Tiriamo le pietre in acqua, ok?»
«Ma al mare facciamo male se gli tiriamo le pietre?»
«No, al massimo gli facciamo solletico.» I due bimbi si mettono a ridere e tutti si fermano un attimo a guardarli, rapiti dalla loro bellezza.
Non manca niente a questo istante. È perfetto così com’è.

domenica 13 marzo 2016

Al ritmo del vento


AL RITMO DEL VENTO





Immagina di trovarti su un grande pianoro; le mongolfiere si stanno gonfiando mostrando, al cielo i loro colori bellissimi. Sali su una; il pallone inizia a crescere sempre più, l’aria diventa calda. 

“Tutto ormai è pronto. Le sfavillanti lingue di fuoco prodotte dai bruciatori arroventano l’aria all’interno dell’involucro, in un tripudio di luci e colori che rompono il silenzio e sovrastano i suoni della natura. Il grande vascello del cielo si stacca dal suolo, docile e leggero come una piuma, agile come una farfalla, librandosi silenzioso, trasportato dalla brezza. In pochi secondi il pallone supera le cime degli alberi, le creste delle colline; lo sguardo dei passeggeri a bordo spazia ora su un orizzonte sconfinato. Il paesaggio svela pian piano i suoi angoli più nascosti e insospettati, come dalle pagine di un atlante geografico. Veleggiando sopra montagne e vallate, i colori appaiono ora più intensi, ora stemperati dal dorato diffondersi dei raggi del sole. Si vive in un’atmosfera magica e irreale, in una dimensione onirica, nel concretizzarsi di un sogno fatto chissà quante volte.”
(Cit. Marco Majrani, I palloni volanti)

Ti sembra di galleggiare sospinto dal vento e la sensazione che avverti è di libertà assoluta. Il paesaggio che si apre ai tuoi occhi è bellissimo, ricco di contrasti e osservi con meraviglia le rocce e le valli che cambiano colore a seconda della luce del sole. Il volo è dolce, morbido e costante. Ti senti in pace con l’universo e la gioia e lo stupore si diffondono dentro di te. La mente si svuota al ritmo del vento e ti lasci trasportare via senza porre resistenza.

Si sa dove si parte ma non si sa dove si arriva. Sai che sarà emozionante atterrare in un posto casuale e per una volta gioisci del fatto di non avere più niente sotto controllo.

“E si diventa vento nel vento che c'è, ma non si sente.”
(Cit. Tangalor blog)

domenica 6 marzo 2016

Il serpente d'acqua

IL SERPENTE D’ACQUA




Immagina di trovarti su una radura. Il tuo deltaplano è vicino a te. Ti alzi e con movimenti lenti e sicuri inizi a preparare l’imbragatura. Il tuo cuore martella nel petto, emozionato dal grande salto. Quando sei pronto tiri un lungo sospiro e senti l’adrenalina salire in te, fino a colmare le tue vene. Chiudi gli occhi e inizi a correre. I tuoi piedi battono il terreno ed è con un ultimo salto che ti ritrovi in cielo.
Sorvoli una grande roccia e ti sembra quasi di toccarla, viri all’ultimo momento e sotto di te si apre un abisso profondo che ti toglie il fiato.
Il grande serpente blu scorre impetuoso al fondo del baratro; ai lati si innalzano al cielo rocce, guglie e pinnacoli dalle mille sfumature. Il rosso, l’arancione e il marrone si mischiano creando scenari indimenticabili.
Scendi fino all’acqua e continui a volare basso, sospinto dalle correnti che ti spingono avanti. Gli spruzzi dell’acqua ti bagnano il viso e sanno di sole, di terra, di canti antichi e di rituali magici.
Atterri in un pianoro e respiri a pieni polmoni, riempiendoti gli occhi di tutta la bellezza che ti circonda. Intorno a te c’è un silenzio che urla e senti la vita martellarti nel petto.

“E poi, il nulla. Forse solo… il rumore del silenzio, come quello che sentono gli uccelli quando volano in alto sopra la terra respirando l’aria pura e fresca della libertà.”
-Fannie Flagg-

Questo è il Grand Canyon, un pezzo di mondo dove il tempo si arresta e si fissa nella roccia per sempre.

mercoledì 2 marzo 2016

Il mondo in una strada

IL MONDO IN UNA STRADA





Immagina di entrare in una strada ampia, che come una lunga cicatrice taglia in due il centro, estendendosi da est a ovest con la precisione di una bussola. Gli edifici sono alti, ammassati l’uno all’altro e sembrano voler sfiorare il cielo con i loro comignoli. Vicino alla strada principale ci sono vicoli, strette vie e passaggi angusti. L’atmosfera ci riporta indietro nel tempo; tra le pietre grigie si respira la storia e chiudendo gli occhi si riesce ad immaginare suonatori di cornamusa in abito tradizionale che eseguono la loro arte tra il rumore dei carri assordanti che si spostano sulla via.

Continui a camminare lungo la strada; è agosto e l’aria è frizzantina. Nel cielo ci sono dei grandi nuvoloni bianchi, accesi dalla luce del sole come fiaccole incandescenti. A breve si metterà a piovere, ma non te ne preoccupi: qui piove ogni giorno.

domenica 21 febbraio 2016

Buchi di cielo

BUCHI DI CIELO


Immagina di trovarti davanti ad una piccolissima apertura nella roccia. Sgusci dentro per vedere dove porta. I primi metri sono claustrofobici ma poi l’ambiente si allarga fino a diventare grande poco più di una stanza. Per procedere bisogna aggrapparsi a pareti e stalagmiti ricoperte di acqua e fango. Si scivola tantissimo e alcuni tratti in discesa li fai con il cuore in gola. All'interno non si vede quasi nulla, scorgi solo una piccola porzione di parete che sembra non finire mai. Il vento soffia sulla pelle e fa venire i brividi. Mentre prosegui le pareti si allargano sempre di più e l’ambiente diventa via via più luminoso. 

Ti ritrovi catapultato in pochi minuti in un paesaggio quasi surreale, a decine di metri sotto terra. Grandi sale con soffitti altissimi offrono uno spettacolo di rara bellezza. La maestosità delle stalagmiti giganti ti lascia sbalordito. Ti lasci guidare dai suoni e profumi e ad un certo punto senti l’acqua scorrere e immagini le goccioline farsi strada nel calcare scavando minuscoli tunnel tra le rocce. 

mercoledì 10 febbraio 2016

Acqua che scorre

ACQUA CHE SCORRE


Immagina di trovarti su una piccola spiaggia di sassolini bianchi che si affaccia sul fiume Alcantara. L’acqua in quel punto scorre lentamente, è azzurra e sembra una piscina naturale. Ti togli i pantaloni e le calze e li lasci in un mucchietto incustodito sulla spiaggia. Immergi i piedi in acqua e passo dopo passo procedi nel letto del fiume fino a raggiungere il suo centro. L’acqua è fredda, inizi a muovere le dita dei piedi e sfiori la sabbia del fondale che ti lascia addosso una strana sensazione di benessere. Cammini sulle punte e procedi in mezzo alle rocce. Il tuo sguardo si volge verso l’alto e le pareti di pietra sembrano modellate da mani grandi e rugose. Il sole brilla alto nel cielo e la luce si scioglie nell’acqua rendendola luminosa e sfumata.
Procedi avanti, la corrente inizia a spingerti e l’acqua diventa schiumosa e bianca. Senti la forza del fiume scorrere tra le tue gambe, cerchi di fissare bene i piedi al terreno e ti aggrappi a dei massi che si trovano in mezzo al letto del fiume. La roccia è fredda e scivolosa nei punti in cui è bagnata dall’acqua.

mercoledì 27 gennaio 2016

Passi nella notte

PASSI NELLA NOTTE



È notte. Non hai più sonno e i pensieri continuano a rimbombare nella tua mente, non lasciandoti tregua. Indossi la giacca ed esci nel silenzio e inizi a camminare. La città è più quieta, il caos del traffico è scomparso e i tuoi passi risuonano nel buio, rimbalzando sulle finestre serrate e sulle porte addormentate. Le strade sembrano diverse da quelle del giorno. Vaghi per i vicoli senza una meta precisa e ti lasci avvolgere dalle ombre come una civetta che vola silenziosa nel buio silente.

“Di notte ogni cosa assume forme più lievi, più sfumate, quasi magiche. Tutto si addolcisce e si attenua, anche le rughe del viso e quelle dell’anima.”
(Cit. Romano Battaglia)

martedì 12 gennaio 2016

Neve fresca

NEVE FRESCA
Racconto di Laura Moscato #3
Oggi vi propongo un gioco. Proviamo a fare un viaggio insieme, se vi lascerete trasportare sono sicura che per un attimo sarete altrove. Buon viaggio!



Immagina di entrare in un luogo immacolato, che è stato tutto ricoperto di neve. Intorno a te c'è solo silenzio: gli sci lasciano il segno del tuo passaggio, una firma sulla neve polverosa; in mezzo a quella distesa bianca e fresca hai l'impressione di volare, è come se fossi sospeso in mezzo alle nuvole. Tutto è bianco e immacolato. Il tempo si ferma e ci sei solo tu e la natura incontaminata che ti circonda. Il cielo è azzurro e i cristalli di neve si illuminano al sole; senti solo il fruscio degli sci che si perdono nel bianco. Non ci sono alberi intorno a te e in lontananza le nuvole si mischiano alla neve rendendo l’atmosfera magica e irreale.