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martedì 28 giugno 2016

Il mio primo giorno al castello

IL MIO PRIMO GIORNO AL CASTELLO



La prima volta che entrai in un castello vero avevo quattro anni. Mi ricordo che quando scesi dalla macchina ero emozionato e mi guardavo intorno con curiosità.
«Mamma, ma ci sarà il ponte levatoio?»
«Penso di sì» mi disse lei.

A passi rapidi ci avvicinammo al castello e io vidi spuntare tra gli alberi una grande torre squadrata che mi sembrava forte ed inespugnabile. La strada era in salita e c’erano degli alti scalini in pietra da superare. Io cercai di non prestare troppa attenzione alla stanchezza e proseguii oltre, riempiendomi gli occhi di tutta quella meraviglia.

Arrivammo su un camminamento che circondava le mura del castello. Il sentiero si affacciava su un burrone e grosse rocce in pietra si intravedevano tra il fogliame. Un brivido mi percorse la schiena e fu in quell'istante che mi accorsi che stavo vivendo una vera e propria avventura. In mezzo allo strapiombo, scorreva un piccolo fiumiciattolo che si intrufolava nella gola come un serpente sinuoso.


Dopo dieci minuti arrivammo sul ponte levatoio. Io mi fermai un istante e ammirai le grosse catene dell’ingranaggio e le travi in legno che erano maestose e possenti. 
Varcai l’ingresso quasi trattenendo il fiato, immaginando di essere un cavaliere che ritornava a casa dopo molti anni trascorsi in battaglia. Ovunque girassi gli occhi respiravo maestosità ed fastosità. Papà mi indicò le feritoie e mi disse che da lì gli arcieri sparavano le frecce per difendere il castello da attacchi nemici. Mi immaginai soldati in assalto con le armi in pugno, pronti a combattere e mi sembrò di sentire il rumore delle spade che sbattevano l’una contro l’altra e il suono sordo degli zoccoli che attraversavano il selciato.