LABIRINTI VIRTUALI
Non
è tanto che pubblico i miei racconti su Facebook e sul mio blog. È da un mese e
mezzo che ho deciso di far conoscere al mondo la mia parte creativa e devo dire
che più volte mi è sembrato di essere entrata in un complicato labirinto. I social sono degli strumenti importanti per
gli scrittori emergenti e più mi ci addentro e più mi rendo conto di quanto
diventi importante per uno scrittore trovare la propria specifica strada in
mezzo al groviglio di vicoli che intasano la rete.
I
gruppi su Facebook sono un’invenzione straordinaria per diffondere ciò che uno
scrive, ma anche qui è necessaria la bussola per non perdere la rotta. Spesso
le persone si muovono all’interno di tali spazi virtuali come se fossero a casa
propria, senza leggere i regolamenti e senza preoccuparsi di cosa postano. Gli
amministratori si ritrovano, come carabinieri, a tener testa alla pubblicazione
selvaggia e spesso il loro lavoro è complicato e pesante. Ecco che si finisce
nello scrivere lunghi regolamenti e nel considerare spam tutto ciò che esce da
un sito o un blog esterno al gruppo, come se tutto fosse in vendita e tutto fosse
un prodotto.
Io
cerco sempre di leggere i regolamenti del gruppo e ho molto rispetto per il
lavoro degli amministratori; nonostante ciò a volte mi perdo. Non riesco a star
dietro ai gruppi che definiscono giorno per giorno ciò che uno può pubblicare e
credo di non comprendere l’utilità di inserire nell’arco della settimana un
momento di “spam libero” perché il più delle volte ciò si riduce ad una serie
di post pubblicitari che pochi leggono.






