lunedì 7 novembre 2016

Il filo magico delle storie

IL FILO MAGICO DELLE STORIE



Quando inizio a scrivere una nuova storia mi siedo davanti al computer, osservo lo schermo e timidamente mi abbandono al mio viaggio interiore. La storia non nasce però in quell’istante ma si impone tra le trame dei miei pensieri nei giorni precedenti e non lascia l’assedio fino a quando io non decida di raccontarla.

Scrivere diventa per me un atto di resa che risponde all’esigenza irrefrenabile di comunicare, insita in ogni essere umano. A volte ho la sensazione che questi racconti esistano già all’infuori di me e che io debba solo riprendere il filo per narrarli. È come se, nelle profondità del mondo,  ci fosse un grande calderone in cui ribollono tutte le storie. Lo scrittore richiama con la sua mente un piccolo particolare e questo inizia ad attorcigliarsi e diventa un filo sottilissimo; a quel punto si deve solo tirare delicatamente e la storia si mette a posto da sé.


…Forse scriviamo per mettere ordine in questo calderone e per ritrovare un filo che ci connetta a tutti gli altri.

venerdì 30 settembre 2016

ALY E IL GENIO -Viaggio in Africa-

ALY E IL GENIO
-Viaggio in Africa-



Alice e il genio atterrarono su una piroga e iniziarono ad inoltrarsi nel corso del fiume.
«Dove ci troviamo?»
«Siamo sul fiume Congo. È quasi l’alba»
Alice si guardò intorno e quello che la sconvolse fu il silenzio: talmente profondo da essere assordante. Poi all’improvviso la sfera infuocata del sole fece capolino all’orizzonte e iniziò a colorare la terra di una luce soffusa e ritornarono tutti i colori: i verdi intensi delle chiome degli alberi, il marrone dei tronchi, il tenue tono pastello dei papiri che, man mano che il sole si alzava sull’orizzonte, sfumava nell’ocra e nell’oro. E poi ancora il bianco ed il rosa carico dei fiori delle ninfee palustri, il rosso rubino delle bacche del pepe, tutta la gamma dei grigi argentei dei baobab. E nel bel mezzo di questa tavolozza come d’incanto si accese la musica, il respiro profondo dell’Africa spazzò via in un attimo il silenzio ovattato e l’immobile notte scomparve nel risveglio della vita: il cielo si riempì di ali e di stridii, con milioni di aironi, gruccioni, cicogne, cormorani, anatre, tutti insieme a salutare il nuovo giorno. Lontano, nella bruma del mattino, il richiamo ovattato del Bubu, il gufo africano, fece vibrare l’anima di sussulti primordiali, mentre i Martin pescatori si gettarono nelle acque a caccia di cibo. Una coppia di aquile pescatrici diede il buon giorno dalla cima di un teak e mentre la prua della piroga si tuffò in un canale nascosto, lo sbuffo profondo ed inquietante degli ippopotami raggelò la schiena e bloccò il respiro.[1]

sabato 10 settembre 2016

Grillo, lo scoiattolo che non si fermava mai

GRILLO, LO SCOIATTOLO CHE NON SI FERMAVA MAI



C’era una volta uno scoiattolo che non stava mai fermo. Non so precisamente come si chiamasse ma so che tutti l’avevano soprannominato Grillo, proprio perché saltava da un posto all’altro senza fermarsi mai. Saliva sugli alberi, scendeva saltando giù dai rami più alti, si intrufolava nelle tane degli animali e correva intorno alle provviste e poi si precipitava fuori, veloce come un fulmine.
Grillo era arrivato nel bosco del Merlino in una sera d’estate e nessuno sapeva da dove provenisse. Spesso gli animali avevano cercato di parlargli ma dovevano urlare le loro domande mentre Grillo passava vicino a loro correndo e il vento copriva tutte le sue risposte. Ad un certo punto, stanchi di non ottenere riscontro, lo lasciarono perdere e non gli fecero più domande. Grillo continuò a correre da solo e sembrava che non gli importasse di non avere amici.
Di giorno correva e di notte entrava nella sua tana. Non aveva una tana sugli alberi come tutti gli altri scoiattoli ma si riposava dentro a una palla di legno. Penso che fosse un casetta degli uccelli abbandonata però poco importa quale fosse il suo utilizzo originario perché, da quando Grillo l’aveva trovata ai piedi di una grande quercia, l’aveva utilizzata ogni notte per dormire. Si intrufolava attraverso una piccola apertura su un lato e si raggomitolava all’interno. Non stava fermo neanche quando dormiva e ogni notte la palla iniziava a rotolare, trasportandolo in una parte diversa del bosco. A Grillo questo fatto non importava, perché ogni punto del bosco andava bene per ricominciare a correre.
Una notte, all’improvviso, si scatenò un forte temporale. Il vento soffiava tra le chiome degli alberi e la tana di Grillo iniziò a ruotare velocemente lungo il sentiero. Lo scoiattolo non si accorse di nulla. Sognò di correre tra i rami e di compiere delle grandi acrobazie tra un albero e un altro. Al mattino tutto si fermò immobile. Grillo, come sempre, si stiracchiò uscendo lentamente dalla tana e aprì gli occhi. Stava per mettersi a correre quando si accorse che intorno a lui il bosco era sparito. Si trovava all’interno di una fattoria e c’erano dei muri alti che non gli permettevano di vedere oltre.  

domenica 4 settembre 2016

Settembre

SETTEMBRE





Mi siedo davanti alla finestra e il mio sguardo vola lontano. Settembre è arrivato.
I suoi venti ancora caldi hanno già in sé i profumi e i colori dell’autunno, sono ricchi di promesse, sussurrate a mezza voce.

I suoi giorni hanno il calore dell’estate nelle loro ore più centrali, ma nelle sere che si allungano c’è il soffio profetico dell’autunno.
(Rowland E. Robinson)

Settembre è un mese a metà, con dell’estate il meglio del tempo, e dell’autunno il meglio dell’allegria.” (Helen Hunt Jackson)
Ha sempre il retrogusto della fine e dell’inizio ed è un concentrato di “è tempo di”. Un punto in mezzo a tutto il resto.”(Saraturchina)

Gli animali in questo mese iniziano a prepararsi le loro tane, cercano le provviste per l’inverno e di notte si fanno piccoli piccoli per non far scappare il calore dal loro corpo. E, come succede agli animali del bosco, nasce in me l’esigenza di richiudermi in me, di riscoprirmi, di cercarmi al di là di tutte le consuetudini ed apparenze.

Le giornate estive si accorciano… E come sempre, in questo periodo dell’anno mi sento addosso lo sguardo del tempo.” (Robert Hasz)

Chiudo gli occhi e un sospiro di sollievo mi esce dal petto.
Finalmente settembre è arrivato.

È tempo di partire, di fare progetti, di capire dove si vuole andare.

martedì 30 agosto 2016

Sono arrivati!

LENCI EDITORE

Dopo un anno di lavoro ecco finalmente arrivata la prima pubblicazione della Lenci: In viaggio con Icnel. Io ho collaborato attivamente nel creare questo libro e poterlo finalmente tenere in mano è per me un'emozione unica.

I veri protagonisti di questo progetto sono i bambini, creatori delle storie e delle illustrazioni del libro.
La prima data utile per acquistare il libro sarà la festa del 10 Settembre 2016 presso il campo sportivo di Poirino oppure potete ordinarne una copia a questo indirizzo: moscatolaura82@gmail.com

Il ricavato verrà utilizzato per finanziare i servizi che l'Associazione offre gratuitamente alla popolazione.
"Un modo di aiutare vivendo il nostro sogno".


giovedì 28 luglio 2016

In viaggio con Icnel



LENCI EDITORE

Eccoci finalmente! Adesso vi posso svelare la mia grande novità: l'avventura editoriale ha finalmente inizio. E' nata la LENCI EDITORE!


"In viaggio con Icnel" sarà il volume di apertura della collana di racconti inventati, scritti e illustrati dai bambini che partecipano ai  servizi educativi della Lenci Onlus. 



Disponibile da Settembre in versione cartacea e presto anche in e-book.

...Mi accorsi presto che viaggiare con la fantasia era reale tanto quanto muovermi. Ero io a rendere reale i miei sogni...



domenica 24 luglio 2016

Recensione di "La casa tra le nuvole" di Emma Fenu

“La casa tra le nuvole” di Laura Moscato

 recensione di Emma Fenu



“La casa tra le nuvole” di Laura Moscato, Selfpublished, 2016, narrativa.
 Il non - luogo dei primi baci e degli ultimi.



“Era una casa molto carina
Senza soffitto senza cucina
Non si poteva entrarci dentro
Perché non c'era il pavimento”.
Sergio Endrigo


La casa tra le nuvole è distante dalla terra nera del quotidiano.
La casa tra le nuvole profuma di azzurro infanzia. La si raggiunge di corsa, calzando gli stivaletti in gomma di Candy Candy, perché è quando piove che il cielo sembra più vicino, più nostro.
La casa tra le nuvole è il non - luogo dei primi baci e degli ultimi.
La casa tra le nuvole la si cerca sollevando gli occhi, eppure è dentro, nella caverna dell’anima, nell’intimo dove la memoria anela che il desiderio di un tempo diventi, oggi, realtà.
La casa tra le nuvole non la si edifica, non la si abbatte, non la si governa.
La casa tra le nuvole vive nel grembo del tempo, un grembo liquido da cui tutto ha origine.
Viola è una giovane moglie e mamma che vive una vita serena, apparentemente appagante. Sarà una vacanza in un agriturismo in montagna, dotato di centro ippico e di fattoria in cui si svolgono attività per bambini, a farla cadere dalle nuvole dell’abitudine e a spingerla a cercare il cielo nella stanza del cuore.
Il romanzo di Laura Moscato raccoglie il fluido interiore di un’anima che, mettendo in discussione il proprio ruolo familiare e le proprie conquiste sociali, grazie a Luca, un amore adolescenziale e platonico che sembra piovuto dal cielo, troverà la propria strada. Una strada che è un ponte di arcobaleno fra l’esseredonna e mamma, fra l’essere bambina e adulta.
Fra parole e citazioni intertestuali estremamente pertinenti, la lettura de “La casa tra le nuvole” riserva un’esperienza piacevole: lo stile si ammanta di dolcezza e le pagine, simili ad un diario, scorrono veloci fra i polpastrelli del cuore, soprattutto per chi è stato fanciullo negli anni ’80 e adolescente negli anni ’90. Eppure,il messaggio che essa veicola, concedendolo piano, come un dono stretto in un pugno che si dischiude, è degno di lunga riflessione.
Cosa è davvero l’amore? Cosa si è disposti a cedere per amore di sé e dell’altro? Quanto la paura di essere vulnerabili, soli e precari è un freno all’autoaffermazione e alla accettazione della propria “vocazione”?
Sono domande che non possono non coinvolgerci. La risposta ad esse il romanzo si limita a suggerirla, mala scelta finale è onere (e onore) personale.
Buona lettura.


“Non sempre le nuvole offuscano il cielo: a volte lo illuminano”. Elsa Morante

Recensione di Emma Fenu
Nata e cresciuta respirando il profumo del mare di Alghero, ora vive, felicemente, a Copenhagen, dopo aver trascorso un periodo in Medio Oriente. Laureata in Lettere e Filosofia, ha, in seguito, conseguito un Dottorato in Storia delle Arti. Scrive per lavoro e per passione.
Mito e devozione nella figura di Maria Maddalena, Abel Books.
Vite di Madri. Storie di ordinaria anormalità, Echos Edizioni.
Le dee del miele, Milena Edizioni.


http://www.gliscrittoridellaportaaccanto.com/2016/07/la-casa-tra-le-nuvole-di-laura-moscato.html